Parco Nazionale di Doi Inthanon

Istituito nel 1972, il Parco Nazionale di Doi Inthanon protegge un’area montuosa di 482 Km², che ha come punto centrale la cima più alta della Thailandia, il Doi Inthanon, che raggiunge 2.565 metri e da cui ha preso il nome il parco; queste catene montuose costituiscono le propaggini più meridionali dell’Himalaya.

Si trova interamente nella provincia di Chiang Mai, nel nord del Paese, a poco meno di 100 chilometri dalla città, in direzione sud-ovest; è fra i parchi più visitati della Thailandia.

La maggior parte dei grandi mammiferi, come elefanti, tigri e bufali non sono più presenti da anni nel parco, anche a causa del bracconaggio a cui sono stati sottoposti, mentre resistono altre specie quali cinghiali, cervi e gibboni; la fauna è invece ottimamente rappresentata per quanto riguarda gli uccelli, con oltre 500 specie differenti, alcune delle quali si possono trovare in Thailandia solamente qui o in uno degli altri due parchi contigui, Op Luang e Mae Wang.

Per quanto riguarda la flora sono presenti una gran varietà di ambienti, vista la gran differenza di altitudine fra le parti più basse, situate a 800-1.000 metri e quelle più montuose, ben oltre i 2.000 metri; abbiamo foreste decidue miste, altre sempreverdi ed altre ancora pluviali, oltre a delle torbiere alle altitudini maggiori.

Khunkay, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Nel parco si possono percorrere alcuni percorsi circolari ben segnalati e molto interessanti dal punto di vista ambientale, come il breve Ang Ka Nature Trail, che si inoltra attraverso delle passarelle in una lussureggiante e verdissima giungla oppure il più lungo Kew Mae Pan Nature Trail (2,5 km), con splendidi panorami e paesaggi, accompagnati da una guida locale della tribù Hmong.

Anche attorno alla cima del Doi Inthanon, che si approccia tramite una strada asfaltata, è presente un breve percorso su passerelle, con alcuni piccoli tempietti buddhisti ed un cartello che indica l’altezza esatta sopra il livello del mare.

Restando sempre in ambito naturalistico, il fiore all’occhiello del parco sono le cascate, in alcuni casi piuttosto maestose ed imponenti, specialmente durante la stagione umida; sia per l’altitudine che per l’ambiente roccioso circostante esse non sono però adatte per nuotare, a differenza delle famose Erawan Falls ad esempio.

La maggior parte di queste cascate si trovano in prossimità di una strada e di un parcheggio dedicato, dal quale bastano 200-300 metri per raggiungerle; le più note ed apprezzate sono la Cascata di Wachirathan, con un salto di circa 40 metri e la Cascata di Sirithan, a poca distanza una dall’altra ed entrambe nei pressi della strada principale, che porta al quartier generale del parco; la Cascata di Siriphum, visibile in lontananza, con l’area circostante in cui è possibile ammirare fra fine gennaio ed inizio febbraio, per un paio di settimane soltanto, la fioritura dei ciliegi (siamese sakura) ed infine la Cascata di Mae Ya, nella parte sud del parco, la più impressionante fra tutte, grazie ad un’altezza di 50 metri ed una larghezza di 100 metri.

Non mancano nemmeno le attrazioni culturali; lungo la strada che porta al Doi Inthanon, immerse in un bel giardino e con un punto panoramico dal quale godersi splendidi tramonti, si incontrano le Two Chedis, due pagode erette nel 1987 e nel 1992 in onore del 60° compleanno dell’allora re Bhumibol Adulyadej prima e della regina Sirikit dopo.

Sulla strada principale che conduce verso il quartier generale del parco si passa inoltre da un villaggio rurale della tribù Karen, Mae Klang Luang, dove è anche possibile soggiornare in strutture tipiche più o meno rustiche a stretto contatto con la natura e dove poter ammirare spettacolari campi di riso, specialmente verso la fine della stagione delle piogge.

Se amate le piante non perdetevi la Royal Agricultural Station Inthanon, dove in circa 1 km² di superficie vengono coltivati vegetali idroponici, felci, rododendri ed una gran quantità di altri fiori; lo scopo per il quale è nata questa struttura era quello di educare i contadini locali a coltivazioni alternative a quella storica dell’oppio.

Il Parco Nazionale di Doi Inthanon è sempre aperto, ma ricordatevi di portare indumenti adeguati se lo visitate durante l’inverno, la stagione più secca, poiché le temperature possono avvicinarsi di molto agli zero gradi centigradi, in particolare salendo di quota.

Posizione e come arrivare al Parco Nazionale di Doi Inthanon da Chiang Mai

Il parco si può raggiungere attraverso tre diverse strade, la n° 1192 da ovest, la n° 1284 da nord e la n° 1009 da est, la più utilizzata in quanto risulta quella nettamente più comoda sia che si arrivi da Chiang Mai che provenendo da sud.

L’entrata principale si trova a 70 km da Chiang Mai e poco meno da Lamphun (50 km circa); si può raggiungere spendendo poco anche grazie ai songthaew, delle sorte di pickup o camioncini riadattati per trasportare passeggeri, a condizione di avere pazienza ed essere flessibili, mentre si può pensare di noleggiare un taxi oppure affidarsi ad una guida privata per l’intera giornata, soprattutto se si è in più persone, in modo da spostarsi agevolmente fra i vari punti di interesse, sparsi qua e là nel parco.

Numerosi anche i tour guidati con partenza da Chiang Mai, che includono trasferimento ed attività all’interno del parco, come trekking, visite ad una o più cascate, al monte Doi Inthanon oppure ad un villaggio etnico.

Informazioni pratiche

Sito ufficiale 
5:30-18:30
Nessun giorno di chiusura
Il Kew Mae Pan Nature Trail è chiuso da giugno ad ottobre
฿ 300 baht (adulti)
150 baht (bambini)
50/20 baht per i thailandesi

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